GIUGNO 2026
TUTTA LA FATICA DEL MONDO.
DOCUMENTI CINEMATOGRAFICI INEDITI DI CENTO ANNI FA TORNANO ALLA LUCE SUL LITORALE ROMANO.
Nel corso delle ricerche svolte da quasi 50 anni dall’ Archivio Multimediale di Storia del territorio dell’Ecomuseo del Litorale Romano, è stato effettuato un ritrovamento che si può definire eccezionale: una decina di pizze di pellicola 35 mm. girata negli anni ’20 del 900 nella campagna romana verso il mare, quando all’epoca la vita comunitaria della zona era ridotta a una residenza stabile di poche decine di persone in un ambiente ostile, paludoso e malarico.
Non si conosce la mano di chi ha realizzato le riprese cinematografiche, ma sì è potuto ricostruire che queste sono state tutte effettuate sul territorio di Maccarese fra gli anni 1925 e 1930, per documentare l’inizio del grande lavoro di bonifica integrale di quell’area e le prime fasi di creazione dell’omonima azienda agricola tutt’oggi esistente.
Il ritrovamento è considerevole per un duplice motivo. La pellicola si è mantenuta in un ottimo stato di conservazione sia per quanto riguarda il supporto che lo strato sensibile ed inoltre non presenta alcun tipo di danno indotto da mano umana. Il film contiene immagini assolutamente sconosciute in precedenza e che non risultano essere presenti in altri archivi cinematografici italiani.
Dopo un lungo studio, con i materiali ritrovati, Paolo Isaja, con la produzione della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio, ha realizzato un film di prossima distribuzione dal titolo Tutta la fatica del mondo (2026) che costituisce l’ultimo lavoro di un trittico sulla vita dei contadini immigrati un secolo fa a Maccarese, iniziato cinquant’anni fa con il film Maccarese (1977) e proseguito con L’ultima avventura (2010).
SABATO 12 MAGGIO 2018
| Ore 15.00
SALA VISIONI DELL’ECOMUSEO DEL LITORALE ROMANO | POLO OSTIENSE
Area Impianto Idrovoro di Ostia Antica via del Fosso di Dragoncello, 172 (Longarina)
L’ANNO DELL’ASSUNTA
Vita sociale quotidiana e rituale
in una comunità del Sannio, Guardia Sanframondi
un film documentario di
Paolo Isaja, Antonello Proto, Vincenzo Recchia, Giorgio Turi
(Italia, 1974 – 1979)
2^ Puntata L’Inverno e 3^ Puntata La Primavera
(Le successive 2 puntate saranno proiettate il 19 e 26 Maggio)
Nell’estate del ’74, un gruppo di cineasti-ricercatori e antropologi ha intrapreso in un paese del Sannio (Italia meridionale) un lavoro di ricerca che aveva per oggetto le espressioni rituali e quotidiane di “teatro popolare”. I materiali audiovisivi della produzione, realizzata per i Programmi Sperimentali della Rai con la partecipazione del Centro Nazionale delle Ricerche e del Centro per lo Studio delle Tradizioni Popolari dell’Università di Napoli, sarebbero stati poi utilizzati per un film documentario con caratteri derivati dalla metodologia e dalla tecnica impiegate nel corso del lavoro, ovvero raccolta di dati sul campo, antropologia partecipata, impiego del cinema diretto.
L’indagine è stata realizzata con i mezzi audiovisivi leggeri e ha comportato anche una sperimentazione paritetica fra la pellicola 16 mm. e la videoregistrazione a 1/2″ da poco tempo disponibile. Al termine di tre anni di ricerca, è stata raccolta la seguente quantità di materiale: circa 90 ore di videoregistrazioni in b/n 1/2″ e 20.000 metri di 16 mm b/n corrispondenti a circa 30 ore di filmato.
Nel corso del lavoro, i presupposti iniziali si sono progressivamente ampliati, parallelamente all’estensione temporale, per cui dall’ipotesi iniziale di un’indagine sull’espressività popolare, si è passati a un programma più complesso: quello di una fitta indagine del tessuto sociale del paese (Guardia Sanframondi, provincia di Benevento) in tutte le sue molteplici implicazioni (vita sociale, quotidiana, rituale, lavoro e organizzazione sociale e politica, religiosità e credenze, feste religiose e laiche, ritualità comunitaria e familiare, eventi stagionali, accadimenti eccezionali…).
Dopo un anno e mezzo occorso per visione, sistemazione, selezione e montaggio, il materiale sia video che cinematografico è stato riversato su nastro Ampex 2″ per comporre il film dal titolo L’ANNO DELL’ASSUNTA, articolato in cinque puntate di circa 60′ l’una.
Dal punto di vista tecnico e metodologico, la ricerca presenta diversi caratteri. L’impiego del 16 mm. e del videoregistratore è stato sperimentato in situazioni e modi diversi. Solitamente adoperata nei momenti più spettacolari, la cinepresa ha lasciato il passo alla telecamera in quelle occasioni in cui occorreva un maggior approfondimento dell’analisi, ovvero necessitava una maggiore autonomia di ripresa (discussioni, interviste lunghe,…). In altre fasi però si è preferito usare entrambi i materiali e scegliere poi a tavolino le riprese giudicate più idonee, ovvero alternarli secondo necessità. Come nel caso della festa (i riti settennali) in cui è stato dato alle cineprese il compito di documentare momenti particolari della processione, mentre le telecamere si preoccupavano di seguire costantemente le varie fasi della manifestazione e osservare più da vicino aspetti di carattere preparatorio.
L’ANNO DELL’ASSUNTA è stato uno dei più impegnativi programmi di ricerca antropologica realizzati con i mezzi audiovisivi in Italia negli anni ’70. Prodotta per conto della RAI, l’opera è rimasta inedita fino ad oggi, in quanto mai messa in onda né programmata in pubblico. Nel corso del 2018 è stato effettuato il lavoro di restauro e rimasterizzazione digitale della versione originale degli autori, con la direzione di Paolo Isaja.
SARANNO PRESENTI GLI AUTORI PAOLO ISAJA E ANTONELLO PROTO
INGRESSO GRATUITO
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Contatti
Tel e fax: 06 5650609; 06 5651764
cell.: 333 2266927; 333 2897679
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sito: www.ecomuseocrt.it
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L’ALTRA META’ DI OSTIA
di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri
produzione CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio e Cinema Ricerca
In sette minuti di film saprete la verità sulla scoperta
della parte dimenticata dell’antica città romana, trovata nel 1968,
poi nuovamente sepolta e infine “riscoperta” lo scorso anno.



